“Abbiamo aeroplani blue, arancioni, gialli; gli interni sono arredati con sette tipi di tonalità cromatiche diverse, non viaggerete quasi mai sullo stesso colore di poltrona”. Questo era a grandi linee lo slogan iniziale che Braniff promuoveva a metà degli anni ‘70, quando era allora la Compagnia più avveniristica che si potesse trovare al mondo.
L’immagine era tutto, il look era strepitoso, le hostess di una bellezza mozzafiato. Basti pensare che le divise erano state disegnate apppositamnte nel 1965 da Emilio Pucci, uno dei più ricercati ed eclettici stilisti ai quei tempi, ed i nuovi colori/loghi realizzati dal geniale architetto messicano Alexander Girard.
Il concetto di divisa era rivoluzionario: le hostess si potevano cambiare durante il volo, come se facessero un vero e proprio strip nell’aria. Indossavano grandi caschi di plexiglass per proteggersi dalla pioggia, impermeabili dai colori sgargianti e mini abiti per meglio attirare l’attenzione dei passeggeri.
Il servizio era ovviamente ai massimi livelli; non si badava a spese. C’era sempre una grande differenza tra l’Econmy e la First Class, ma tutti i passeggeri godevano di un trattamento al giorno d’oggi impensabile. Salotti privati sparsi per la cabina dove si poteva fumare e sorseggiare un drink, un menù in classe economica che troviamo oggi a stento sui voli Business europeii ed un servizio personalizzato, oserei dire… seducente.
Vi consiglio la visione di questo video per meglio comprendere l’esperienza “Braniff” prima di proseguire con la lettura.
Braniff fu la prima compagnia statunitense ad avere un serio progetto supersonico sulla carta. Infatti nel gennaio 1979 siglò un accordo con Air France e British Airways per usare 2 Concorde sulle rotte da Dallas per l’ Europa. Ci fu molta pubblicità: era un’ impresa audace e rivoluzionaria per il mercato interno americano, che difatti finì nel maggio 1980 con un carico passeggeri del 20% ed un emorragia di soldi non più tamponabile.
Fu un duro colpo per tutti. Basti pensare che nel 1975 Braniff stava sviluppando un progetto di nuovo trasporto aereo fin troppo rivoluzionario. Un’ intera flotta di velivoli supersonici dotati di ogni comfort e automazione, quasi da film di fantascienza.
Braniff comiciò a vacillare a metà degli anni ‘80, uscendo e rientrando più volte da amministrazioni controllate ( o Chapter 11 come le chiamano in America), per chiudere definitivamente i propri Gates nel dicembre ’90.





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