Non è facile scrivere un articolo interessante sul Concorde. Si rischia di essere troppo banali, o estremamente presuntuosi. L’ Aereo più bello del mondo merita un discorso personale, una lettera d’amore.
Solo un breve cenno storico: entrò in servizio nel 1975 dopo oltre 10 anni di gestazione tecnica. I due consorzi costruttori, la francese Aerosptatiale e l’inglese British Aerospace speravano sin dall’ inizio di poter costruire un centinaio di modelli per poter soddisfare le massicce ordinazioni delle maggiori compagnia mondiali.
Pochi forse sanno che anche l’ Alitalia, ai tempi del suo massimo splendore, era nella lista degli acquirenti. Purtroppo la concorrenza dei costruttori americani fece di tutto per boicottare l’aereo, e gli stessi aeroporti in USA vietarono per molti anni l’atterraggio per l’eccessvo rumore ed inquinamento.

Concorde
Senza la possibilità di operare sulle rotte più lucrose il progetto Concorde non era più appetibile per le grandi compagnie, che si affrettarono nel disdire i contratti. Se non fosse stato per la “grandeur” francese il progetto sarebbe ora solo un ricordo. Fortunatamente il governo francese ( e di conseguenza quello britannico) imposero alle compagnie di bandiera l’acquisto di almeno 10 esemplari a testa.
Fu così che i primi 18 modelli costruiti cominciarono a volare in tutta la loro magnificenza sulle prime rotte Parigi-Dakar-Rio e Londra-Bahrain. Anche se per tutti gli anni ‘90 fino alla fine del suo servizio nel 2003 il Concorde operò essenzialmente sulle tratte da e per New York, ci piace fare un salto indietro durante i suoi primi voli meno conosciuti.

Gli interni del Concorde
Mi ricordo benisimo un caldo luglio del 1981, a Parigi; ero ancora un bambino, e tanti ricordi sono andati persi nella memoria, ma mai potrò dimenticare quell’ esperienza di volo unica. E’ stato forse il mio primo vero battesimo dell’aria. Già all’aeroporto Charle de Gaulle un check in separato ci accolse con tutti gli onori. Mi fu fatta vedere la piantina dell’aereo per scegliere i posti preferiti. Ingenuamente pensai che visto le dimensioni delle ali non sarei riuscito a sbirciare nulla dai finestrini, e così indicai la fila 1A dietro consiglio di mio nonno.
Una piccola e silenziosa saletta privata era a disposizione dei passeggeri; non c’era quasi nessuno. Difatti il volo era quasi completamente vuoto, una decina di persone in tutto, e in un certo senso ci rimasi male nel constatare che gli oblò erano piccolissimi, quasi sembravano finti.

La luce filtra attraverso i piccoli oblò
Il decollo fu talmente veloce e potente da non credere di essere su un aereo di linea. La sensazione era quella di decollare per lo spazio: una spinta, un rumore e un’ impennata mai provati prima. In men che non si dica eravamo già in quota a 18 Km d’altezza, e in meno di mezz’ora avevamo già superato mach 2. Piccoli display digitali ci tenevano informati sulla velocità, la temperatura esterna etc.

Air France Amerique du Sud
Un breve scalo tecnico a Dakar, dove il caldo sembrava voler scioglere la pista, e subito via, verso Rio de Janeiro. Ero così elettrizzato da non stare fermo un minuto. Mi fu fatta vedere la cabina di pilotaggio; quale miglior regalo per un bambino curioso come me. Sembrava di essere dentro una minuscola navicella spaziale piena zeppa di luci, pulsanti, leve… Ero felice!
Se su questo magazine oggi ci occupiamo tanto dei servizi di bordo, devo dire che ai tempi non prestavo molta attenzione alla cosa. Sono però riuscito a conservare negi anni il Menù originale di quel volo, che ben fa capire i livelli di eccellenza e di servizio ai tempi presentati. (Date un’ occhiata alla carta dei vini).

Il menu per la tratta Paris-Dakar
Una delle ultime immagini che ricordo: virata mozzafiato in fase di atterraggio con vista su tutta la baia di Rio. L’ aereo prende la sua classica posizione inclinata verso l’alto per planare dolcemente; i reverse sono spinti al massimo e fanno un rumore pazzesco. Tutto dura pochi minuti. Siamo già al gate. Merci pour avoir choisi ce vol AirFrance au board du Concorde!
1 Response
Complimenti per l’articolo sul CONCORDE mi ha fatto ricordare tanti bei momenti. Continuate cosi’ grazie. GIANCARLO
Scritto il 16th January, 2009 alle 9:31 pm
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